Di nuovo… era crollato di nuovo. Rabbia.
C'erano voluti due anni per rimetterlo in piedi, due anni di pazienti tentativi, e soltanto due settimane per vanificare tutti i suoi sforzi. Che fosse delicato lo aveva intuito fin dal principio, fin dal primo passo verso la ricostruzione, ma che addirittura si rivelasse fragile! Aveva teorizzato di poter fronteggiare eventuali scosse mentre cercava di fortificarlo, ma era stata sufficiente la brezza di un mattino di primavera ad incrinarlo… il suo equilibrio.
Lei guardava i cocci sparsi ora e riusciva solo a chiedersi "perché". Era furiosa con se stessa, per aver permesso che qualcosa dall'esterno, ancora una volta, si insinuasse nel suo animo andando a stuzzicare cicatrici non ancora rimarginate, ma che nel tempo aveva imparato a far tacere. Era in collera con il destino, a causa di quella sua innata convinzione che "nulla accade per caso", chissà quali potevano essere le motivazioni stavolta… solo che proprio non le importava svelare le origini di avvenimenti apparentemente fortuiti ora, cosa che di solito trovava stimolante, ma che in questo caso semplicemente contribuiva ad accrescere la sua irritazione. Era adirata con lui, per aver fatto irruzione in una sorprendentemente precaria serenità e aver stravolto un assetto conquistato a fatica.
Lui… era apparso in uno di quei momenti in cui non si ha necessità di chiedere nulla alla vita perché tutto sembra proseguire per il verso giusto. Tanto che si era domandata se non stessero esagerando lassù, lei che guardava con sospetto agli eccessi prediligendo la semplicità delle piccole cose. Eppure, aveva lasciato che il suo sguardo la persuadesse al di là di ogni possibile dubbio… Era bastato quello infatti per eludere accurate strategie di difesa. In un istante, in quegli occhi, aveva ritrovato sensazioni perdute; era stato come se il sole fosse riuscito a penetrare nel suo rifug io d'ombra e lei ne riscoprisse inaspettatamente il calore. Lasciò che sciogliesse esitazioni e timori quel sole…
Due incontri, fu quanto le bastò per rendersi conto di aver ritrovato energia nello stesso sentimento che tempo addietro gliene aveva esaurita ogni traccia. Fu quanto le bastò per riuscire, attraverso quegli occhi, a ritrovare se stessa e allo stesso modo perdersi, dimenticando tutte le sue insicurezze. Due incontri… fu tutto ciò che le venne concesso. Qualcosa doveva essere accaduta a un certo punto, ma non riusciva davvero ad individuarla. Lui era improvvisamente sparito, senza una parola, senza che nulla potesse far presagire un epilogo tale, senza lasciarle il tempo di realizzare…
"Domani" era la parola che aveva usato salutandola prima di dileguarsi nel nulla, era quella che si riempiva di progetti nei loro discorsi spensierati, era quella che aveva iniziato a colmarsi di nuovi significati nel suo cuore nonostante avesse investit o tempo e forze per imparare a non farsi coinvolgere da certi aspetti dell'esistenza.
Ora che la quiete era stata intaccata, che l'angolo di pace edificato sulle sue stesse rovine era stato contaminato, a cosa si sarebbe aggrappata? Che cosa le restava? Amarezza.
Sentiva freddo adesso… sfumata la rabbia, sentiva solo il gelo di cui incautamente aveva perso abitudine e controllo, ne tremava ora, avvertendo l'assenza di tutto quello che a lungo aveva rinnegato, ma di cui, attraverso quegli occhi, aveva riscoperto il gusto.
E si mise allora a tentare di individuarlo quel motivo, quello che aveva posto sulla sua strada "l'imprevedibile", lo cercava freneticamente, perché un appiglio doveva pur trovarlo, ne aveva necessità… per non essere sopraffatta dal vuoto, già non più custode e testimone di un cammino assestante, ma eco urlante di ricordi e rievocati bisogni.
Sapeva che se l'avesse trovato ci si sarebbe concentrata fino a dimentic are tutto il resto, desiderava usare l'eventuale intuizione come punto d'origine per un nuovo processo di stabilizzazione, del suo spirito inquieto, della sua mente nervosa, del suo cuore deluso… Credeva… sperava potesse essere così.
E ci fu un attimo… un istante in cui, tutta la confusione di quei giorni, parve bloccarsi, in quel momento, furono le sue stesse paure a rivelarle ciò che si sforzava di scoprire, quelle che per tanto l'avevano fatta tenere costantemente al riparo da urti nel timore di precipitare in già noti abissi. Era proprio questo che la terrorizzava, sapeva di aver ricostituito l'armonia perduta in passato distogliendo l'attenzione dal suo malessere, ignorandolo e non affrontandolo. Si era quindi protetta e allontanata da tutto quello che avrebbe potuto risvegliarlo… ma non è quello che stava accadendo ora. Si sentiva ferita, ma non era l'antico dolore a tormentarla. Le fu chiaro d'improvviso. I suoi occhiâ �¦ il senso di quell'incontro… era riuscita a vedere se stessa attraverso i suoi occhi… E guardandosi, accorgersi che sotto i cumuli di distrazioni che aveva usato per nasconderla non vi era più sofferenza… Sorrise… Ora capiva.
Il pensiero di lui, della sua assenza che sapeva definitiva, la turbavano fortemente. Sentiva che la tristezza l'avrebbe accompagnata per un bel pezzo… stavolta però, le prese la mano e si mise a camminarle accanto.

Tiziana Ragone
changed September 20, 2008