Domani sarà tutto diverso - seconda parte

Rimase nel dormiveglia per un po’, poi non riuscendo proprio più a dormire si alzò e andò in cucina a prepare la colazione, almeno così si sarebbe resa utile. Aveva appena finito di preparare il caffè, che Stefano apparve sulla porta e la salutò biascicando un buongiorno, poi si diresse in bagno. Anche Francesca si era alzata e l’aveva raggiunta in cucina. Parlarono del più e del meno per un po’ sorseggiando il caffè, poi il suono del campanello interruppe la loro conversazione. Lei andò ad aprire, erano i loro genitori…finalmente!!!! Fino a quel momento si era sentita inutile, non sapeva cosa fare. Sua madre l’abbracciò con tenerezza, come faceva sempre. Lei con le lacrime agli occhi le sussurrò”ti voglio bene”. Abbracciò anche suo padre, il suo gigante buono “ciao piccolina, tutto bene?” Lai annuì e gli sorrise. Il resto della mattinata passò tranquilla, e il pranzo fu molto piacevole, ma dentro di lei qualcosa continuava ad agitarsi, una morsa allo stomaco, le impediva di mangiare. “Adesso è meglio che ti prepari, è vero che di solito ci si fa un po’ attendere, ma non esagerare” sua madre la guardava con occhi teneri. Andò in camera sua, dopo essersi fatta una doccia rinfrescante. Il vestito, che lei aveva scelto con tanta cura era lì, appeso all’armadio. Lo sfiorò, con una mano leggera, e ben curata, il tocco della seta tra le sue dita, il leggero ricamo sul corpetto, quel vestito sarebbe stato perfetto…tutto quel giorno lo sarebbe stato. Si preparò facendosi aiutare da Francesca, da sua madre e dalla madre di Francesca, che la pettinò e la truccò, con tocchi leggeri e sapienti. Quando ebbero finito, la fecero voltare verso lo specchio e quello che vide la lasciò senza parole, non sembrava lei, era bellissima, non pensava sarebbe potuta apparire così bella. Lei non si riteneva una bella ragazza, eppure lui l’amava lo stesso e glielo ripeteva sempre, e la faceva arrossire. Chissà cosa le avrebbe detto quando l’avesse vista? Mancava ancora più di un’ora al grande appuntamento della sua vita e qualcuno già comunciava ad arrivare, lei ovviamente non voleva farsi vedere…sarebbe arrivata per ultima!!! Non si erano visti per tutto il giorno, o meglio lei l’aveva visto, era uscita un momento per prendere un po’ d’aria fresca, e anche lui era fuori, così per non farsi vedere si era appiattita dietro una macchina parcheggiata lì vicino. In fondo doveva immaginarlo, le loro case erano divise da una sola strada era facile che se uscivano si sarebbero visti. Così quando lui rientrò in casa un momento lei corse verso il suo portone e se lo richiuse alle spalle, sperando che lui non l’avesse vista. Più tardi glielo avrebbe chiesto. Finalmente la vennerò a prendere, la macchina era bellissima, elegante come lei in quel momento, l’emozione era sempre più grande. Un ultimo abbraccio ai suoi genitori e alla sua amica, tanto tra poco li avrebbe rivisti. Partì salutando i suoi autisti che l’avrebbero portata verso il suo destino. Loro cercarono di calmarla un po’, vedendo che era tesa, intanto che si avvicinavano al luogo dell’appuntamento. Quando girarono per la strada, lei non credeva ai suo occhi, erano tutti lì, che aspettavano lei, gli occhi le si riempirono di lacrime, per la felicità, era arrivato il suo momento, anche lui era lì, con un bellissimo mazzo di orchidee, le stesse che adornavano la macchina sulla quale lei era arrivata. La macchina si fermò proprio davanti a lui, bello come non mai, un sorriso gli illuminava il viso. Aprì lo sportello e l’aiutò a scendere, quando la vide gli mancò il fiato, era bellissima. E non riuscendo a trattenersi le si avvicinò e le sussurò all’orecchio quanto era bella, e quanto l’amava” Lei arrossì come sempre, in sottofondo un applauso. Poi entrarono e da quel momento la loro vita sarebbe cambiata, sarebbe stata migliore!!!!!!

Domani sarà tutto diverso - prima parte

Quella notte sembrava interminabile! E in un certo senso non le dispiaceva più di tanto… avrebbe voluto fermare il tempo, rendere quell’attesa interminabile, ma dentro di lei qualcosa invece voleva che fosse già il giorno dopo, fosse già quel momento, magico e irripetibile. Si erano appena lasciati, sotto casa sua, aveva sulle labbra ancora il sapore dei suoi baci, caldi e appassionati. Non aveva dubbi su quello che stavano per fare, era certa che la loro scelta fosse giusta. Andò in cucina dove la sua amica, la sua migliore amica si stava preparando una tisana rilassante prima di andare a dormire. Non c’era Stefano il suo ragazzo forse era già a dormire. “ciao come ti senti?” “bene, solo che non ho ancora voglia di andare a dormire!!!” “io invece sono stanca morta, domani poi è un gran giorno per te, dovresti riposarti, fatti un bagno caldo e poi vai a letto vedrai che starai meglio!” “forse hai ragione… ma Stefano dov’è?” “lui è già crollato, adesso però vado anch’io, altrimenti sai che occhiaie domani…non posso mica sfigurare” “buonanotte e grazie” si diedero un abbraccio. Più che amiche erano sorelle, si dicevano tutto, a volte non importava neanche che parlassero, bastava che si guardassero negli occhi che capivano tutto una dell’altra, il fatto che i loro genitori fossero anche amici di famiglia le aveva molto aiutate a coltivare la loro amicizia. Così lei decise di seguire il consiglio dell’amica e si preparò un bagno caldo e con tanta schiuma, come piaceva a lei. Poi si immerse e si rilassò. Riaprì gli occhi pensando di averli chiusi solo per pochi minuti, ma il suono del campanile della chiesa lì vicino le disse che in realtà aveva dormito almento per un paio d’ora, infatti l’acqua della vasca non era più calda e la schiuma era quaso completamente scomparsa lasciando il suo corpo scoperto. Si alzò e si infilò l’accappatoio poi andò nella sua camera, sperando di riuscire a dormire, ma l’emozione era molto forte e si rigirava spesso nel suo grande lettone....chissà quando ci avrebbe dormito nuovamente? Finalmente si riaddormentò, fece sogni strani e confusi, e quando si svegliò la sveglia lampeggiava le sei e un quarto. “uffà ma è prestissimo…devo riuscire a dormire…accidenti a me!!” si girò nel letto con la speranza che cambiando posizione morfeo tornasse a prenderla tra le sue braccia. - continua -

Erika

changed May 27, 2008