LA MIA POETICA DELL'INCONTRO: UN COUP DE FOUDRE

Immagino lo scenario di questa breve storia all'aria aperta su un grande bateau, precisamente una cabane.
Il cielo è azzurro e il sole brilla alto, il mare è calmo d'un colore blu profondo. Sul ponte di questo bateau ci sono dei tavoli non molto grandi e delle poltroncine in maculato rosa. Su uno di questi tavoli è seduta una giovane donna dai bellissimi occhi castani che s'intravedono dal suo grande cappello di paglia. L'ombra fa si che si notino i suoi lineamenti mentre la donna è assorta nella sua lettura. Dalla scollatura del suo vestito, in seta a fiori che le cade morbido, emerge il colore bruno della sua pelle abbronzata. Non molto lontano, un uomo dagli occhi verde-mare si accorge di lei e comincia ad osservarla. In lui si scatena una forte emozione tanto da fargli immaginare una vita con lei e mentre l'uomo è vittima di questa magia una signora con un bambino si avvicina verso la donna, porgendole il figlio tra le sue braccia.
L'uomo diventa terribilmente triste poiché teme che il bambino possa essere il figlio della giovane donna. Ad un tratto la donna si accorge del suo sguardo e gli risponde con un sorriso. Quell'uomo resterà colpito dalla gioia di quegli occhi? Intanto sconfortato se ne va.

MORALE: per me questo "coup de foudre" potrebbe voler dire quanto i sogni, a volte, siano irrealizzabili. Bisogna perciò vivere nella realtà di tutti i giorni senza costruire troppi castelli in aria perché quando questi non si realizzano ne potremmo rimanere delusi.

Ma stavolta sarà il destino a prevalere. E così l'uomo ispirato dalla bellezza di quella donna scriverà una delicata serenata piena di ardente passione. Nel suo cuore rimarrà quel sorriso ce lo aveva tanto illuminato. Un g iorno, per caso, dopo circa dieci anni, lungo una via della sua città, ritrova quello stesso sguardo. Colpito ancora dalla sua bellezza trova il coraggio di scoprire l'identità di quella stella così luminosa. E così decide di seguirla. Dopo pochi passi la donna entra in un grande portone di legno massicciocce faceva da entrata ad un edificio tutto rosa con dei grandi tetti a spiovente. Quello che colpiva maggiormente era il colore delle persiane, ognuna di un colore diverso dall'altra. Così attratto da quei colori si avvicina per leggere il nome della villa: "Villa Léonore". L'uomo felice della sua scoperta e, armato di grande entusiasmo, corre verso casa. D' impulso prende la sua chitarra e ritorna a Villa Léonore. Finalmente la serenata da lui composta sarà ascoltata da quella donna che lo aveva tanto ispirato. Durante la sua performance il portone si apre e tre grossi cani cominciano ad abbaiare e a correre verso di lui. A questo punto Léonore li rich iama. La donna colpita dall'armonia della musica e dalle parole di quella dolce serenata si avvicina verso di lui. Lo sguardo di quella stella incrocerà di nuovo il suo, scatenando stavolta una magia ancora più forte che li unirà profondamente.

Valeria Vitale

changed September 6, 2008