Dallo scribacchione allo scaffale: intervista a Laura Gorini, per il suo primo romanzo "il sole oltre la notte"

Due righe per raccontarsi: di Laura e della sua storia.

Ho 26 anni e sono di Brescia. Scrivo da quando sono piccolissima. Attualmente la mia occupazione primaria è quella di scrivere articoli, interviste e recensioni riguardanti tutto il settore culturale per diverse testate cartacee. Come hobby invece collaboro a siti web musicali. Ho pubblicato poesie, racconti e ora il mio primo romanzo (breve).

Scrivere è creatività: da dove trovi gli spunti per le tue pagine?

Tutto nasce nella mia mente e dalle mie esperienze di vita. Vita mia o di persone alle quali sono legata.

Curiosità: hai un posto particolare, una musica di sottofondo, un modo di fare che stimola la tua scrittura?

Dipende del mio umore. Ma generalmente punk e gothic metal se sto scrivendo una poesia e un racconto. Se sto scrivendo un romanzo un ottimo Giovanni Allevi va benone!

Libri elettronici, grandi editori, fiere e agenzie letterarie: Laura come ti trovi da giovane scrittrice nell'editoria di oggi?

Mi trovo benissimo! Ci sono molti canali di comunicazione anche da questo di punto di vista oggi. Basta saper discernere!

Parliamo del tuo primo romanzo uscito da pochissimo, "Il sole oltre la notte". Come nasce quest'immagine che ricorda l'alba di un nuovo giorno?

La vita di ogni essere umano è un perpetuo e continuo giostrarsi di momenti felici e di altri invece dolorosi. Insomma di momenti solari ed altri ben più tetri e notturni. Ma prima o poi il sole torna sempre e il calore dei suoi raggi è ancora più forte.Questa è la mia filosofia di vita e l’ho voluta donare anche al romanzo fin dal titolo!

Un romanzo è un po' come un messaggio nella bottiglia. Cosa possiamo trovare ne "Il sole oltre la notte"?

Tanti aspetti della personalità di Laura ancora sconosciuti ai più...Il mio lato più dark.

Che consigli senti di dare alle persone che amano scrivere e sognano un libro?

Di non arrendersi mai e di cercare di non scimmiottare nessuno. Bisogna avere il proprio stile e non avere paura di osare!

Quali sono i tuoi prossimi appuntamenti e progetti per il futuro?

Presentazioni in giro per l’Italia de “Il sole oltre la notte”, la stesura del suo seguito alla quale sto già lavorando, nuove collaborazioni con testate giornalistiche sia locali sia nazionali e poi...E poi state in campana tenendo d’occhio il mio sito web www.lauragorini.too.it e il mio space: www.myspace.com/lauragorini

Per chi volesse sfogliare "Il sole oltre la notte" - Comedit Group - il romanzo è in vendita per a Brescia e in provincia nelle migliori librerie ed edicole ma è anche acquistabile on line. basta mandare 1 email a: laura.gorini@yahoo.it con segnalato un indirizzo valido dove inviarlo e il numero di copie.

Intervista raccolta da Davide Nonino

L’amore infame

Breve Novella di Laura Gorini

L’amore è uno dei sentimenti più puri ed elevati di questo mondo. Il mondo stesso del resto è nato grazie a un gesto d’amore e noi esseri umani siamo venuti alla luce dopo che due persone si sono amate. Eppure non sono pochi i casi in cui esso non sia, ahimè, fonte di grande felicità e gaiezza. Esso può infatti talora assumere aspetti e caratteristiche proprie del maestro Inganno e della tanto temuta sorellastra Accidia che insieme al patrigno Disprezzo e alla matrigna Invidia si dilettano a danzare in cerchio per creare l’infinito e perpetuo sonno di ogni piccolo e grande ardore. La nostra è una storia come poche al mondo, degne della penna più rabbiosa e pungente di tutti i secoli, che senza perdere il filo delle cose arriverà a descrivere ogni forma e ogni dissonanza estrema di quello che un giorno da una bocca di giovane donna fu definito un amore infame.

Maledetto fu il giorno in cui i suoi occhi ancora acerbi davanti al lume di quella speranza chiamata amore incontrarono quelli di un bel giovane che aveva per volto quello di un angelo e il cuore di serpente. Cresceva infatti nel suo corpo, perfetto nel suo insieme, una serpe che ogni giorno gli divorava un brandello della sua soffice e pallida carne, ancora vergine di baci e di carezze femminili. Esso non aveva mai infatti prima di allora conosciuto il tepore di un bacio impresso sulle sue sanguigne labbra né la passione di uno sguardo accecato di desiderio da parte di una donzella bella e virtuosa. Così le parse di primo acchito il suo primo innamorato che si legò a lei e alla sua anima fin dal primo istante. Non bastò che un timido e forse persino imbranato accenno di movimento oculare che l’epidermide cominciò ad emanare piccole gocce di infantile sudore che scendevano libere e leggiadre sulle fronti e sui visi dei due giovani innamorati che ben presto diventarono fidanzati e teneri amanti. Niente sembrava dividerli: nemmeno il cielo con i suoi lampi e i suoi fulmini avrebbe potuto incenerire il fuoco della passione che legava le loro anime e i loro corpi, ansiosi e vogliosi di possedersi fino in fondo ogni istante che vivevano. La loro era un’unione speciale, invidiata da tutti gli altri comuni mortali e fu proprio questo sentimento che a lungo andare fece letteralmente scappare a gambe levate il giovinetto che non poteva più sopportare i complimenti che la sua dolce compagna riceveva da uomini donne non soltanto per la sua delicata bellezza che la faceva assomigliare a una raffinata bambola di porcellana ma anche per la sua arguzia e per il suo eccellente intelletto. Esso cominciò dunque a detestarla e ad augurarle ogni male, anche il più infimo e terribile, finché un giorno il suo astio si trasformò in profondo odio. Tuttavia decise di non renderlo immediatamente manifesto alla sua bella ma di tenerlo ancora un poco nascosto nel suo spirito. Ella dal canto suo mai si sarebbe immaginata di tale tradimento da parte del suo uomo che amava ogni giorno di più e che sentiva crescere dentro di se come se fosse stato generato dal suo stesso grembo. E sognava e ancora sognava ad occhi aperti di giorno e a occhi chiusi nel suo letto di notte momenti ancora più romantici di quelli che aveva passato con il grazioso fanciullo che da tempo ormai le aveva rubato il cuore e l’anima, oltre che la sua dignità. Ma venne un brutto giorno in cui egli decise di porre fine alla sua sceneggiata e di distruggere per sempre le speranze e le gioie della fanciulla alla quale aveva giurato amore eterno: tolse dunque l’anello, simbolo di promessa di una felice unione davanti all’altare, e le sputò addosso tutto il suo infinito veleno. Ella rimase per alcuni istanti immobile, senza reagire. Poi come in preda a una crisi di panico iniziò sommessamente a piangere volgendo gli occhi sconvolti nel vuoto più nero. Passavano i giorni e il suo dolore non trovava mai una tregua: sentiva crescere dentro di sé qualcosa di terribilmente malefico e velenoso che le stava succhiando a poco a poco tutte le sue forze vitali. E una notte, particolarmente buia, illuminata soltanto da piccoli bagliori di luce, credendo di vedere riflesso il volto del suo amato nelle onde del lago si sporse un po’ troppo dalla ringhiera e cadde con un tonfo nel turbinio delle sue acque gelide. Ora si sentiva in pace con sé stessa: la morte le stava dando la sua più sublime manifestazione d’amore, sebbene ella avesse compiuto da pochi giorni i suoi primi vent’anni. Fu allora, quando capì che quelli erano ormai gli ultimi istanti di vita a lei concessi, che diresse il suo debole sguardo verso lo sconfinato cielo ed elesse il suo amore con l’appellativo di infame.

Laura Gorini
Laura Gorini1

changed September 3, 2008