Lei - racconto breve
Lei ora ha una vita incasinata e un amore nuovo. Ogni tanto pensa che sarebbe stato bello se...
ma poi torna coi piedi per terra e si rende conto che in realtà non saprebbe proprio come chiudere il pensiero.
Quando si vede passeggiare per le vie del centro con i suoi manichini infiocchettati che cinguettano frasi di circostanza,
le scappa un sorriso e si volta dall'altra parte per non costringersi a ricordare le sciocchezze che questi, qualche volta,
le fanno scivolare dalle labbra. Si lamenta della serietà gessata che le passeggia sul volto e un momento dopo
si perde a riflettere contemplando balze di pizzo e bustier di raso cangiante: il porpora si abbina all'ecrù?
Poi si ferma un istante a riposare i suoi occhi scuri sopra un riff che le ricorda vagamente un passaggio di blues sentito
chissà dove, forse nella piazza di Santiago o dietro l'angolo di un vicolo scuro della Barceloneta, non ricorda.
Nel mentre il gatto si stiracchia vistosamente sulla poltrona rossa, qualcuno parla fitto nella stanza accanto
e la tivù ripete le solite, sensazionali news sull'ultimo amore del Parlamento. Lei è stanca. Troppe cose da fare,
troppo poco il tempo: la cucina da pulire, gli impegni in città, telefonate, incontri...e deve ancora portare fuori il cane!
Rimanda ancora un momento i cumulonembi quotidiani nella cassetta di sicurezza della sua anima, ci penserà domattina
alle setteetreminuti. Spegne la sigaretta e si siede tra i suoi pensieri, appoggia il capo sopra un' ora sciupata a ricamare ricordi e si lascia cullare dallo spicchio di luna che si intravede dalle inferriate della finestra.
Questa notte non ci sarà lui a scaldarla e nella stanza si sente già un po' di freddo, forse questa coperta non basterà.
Ophelia